Employability and Transitions – Università di Firenze

Employability and Transitions
Scheda di sintesi dell’Unità di Ricerca dell’Università di Firenze

Vanna Boffo, Paolo Federighi, Giovanna Del Gobbo, Francesca Torlone, Gaia Gioli

 

STATO DELL’ARTE

La ricerca prende le mosse dall’analisi del processo di transizione dei laureati verso il primo inserimento lavorativo (Ecclestone, 2007; Furlong & Cartmel, 2007; Teichler, 2007, 2013; Otto, Atzmüller, Berthet, Bifulco, Bonvi et al., 2015) con l’intento di studiarne le modalità di accesso, il desiderio di sviluppo professionale, la consapevolezza delle competenze acquisite e necessarie ai luoghi di lavoro e ai percorsi di vita, gli strumenti/tecniche/percorsi utili per definire la meta professionale. Si assume che, sotteso al tema del placement, si trovi la dimensione di employability che si sviluppa durante il percorso formativo e che risulta connotata come una categoria di processo relativa al percorso educativo più che una categoria di prodotto relativa alla ricerca del lavoro. Il tema della transizione viene spiegato, interpretato, ragionato attraverso quello dell’employability. Potremo affermare che la transizione al lavoro nell’Alta formazione sia un embedded employability process. I principali studi in merito all’employability sono stati condotti fra la metà degli anni Novanta del Novecento e la fine del primo decennio del Duemila (Harvey, 2000, 2001, 2003; Yorke & Knight, 2002, 2003, 2006) e attestano proprio l’impegno che l’Alta Formazione dovrebbe assumere per formare/educare al lavoro, alla professione, ma soprattutto per costruire le capabilities per stare/resistere nei contesti di transizione di un mondo in continua evoluzione e cambiamento (Morin, 1999, 2001, 2015; Nussbaum 2010, 2011).

 

OBIETTIVI

La domanda principale dell’indagine si fonda sul problema della comprensione del processo di transizione dei giovani graduated dalla Laurea alla ricerca del posto di lavoro, all’inserimento sul luogo di lavoro. Quali dinamiche profonde soggiacciano alle transizioni iniziali al lavoro dei giovani adulti (22-29 anni) in uscita da percorsi dell’Alta Formazione? Più specificamente: Come cercano lavoro i laureati, come si preparano alla fase di transition, e soprattutto, come si viene costruendo l’employability durante gli anni di studio universitario.

Gli obiettivi che emergono dall’analisi della domanda di ricerca riguardano: 1) Comprendere le tendenze giovanili verso il lavoro; 2) Interpretare le prospettive di vita; 3) Mappare le strategie implicite per le transizioni; 4) Osservare le possibilità di scelta dei giovani; 5) Acquisire elementi per un miglioramento della Didattica universitaria; 6) Rilevare la presenza di Employability nella pratiche dei Curricula Universitari.

 

METODO DELLA RICERCA

Il metodo dell’indagine è di tipo qualitativo con un particolare orientamento a cogliere il fenomeno da studiare secondo una mappa non predeterminata, ma in costante aggiustamento, come accade quando la prospettiva di lavoro si inserisce in un contesto di ricerca ecologico di tipo pedagogico-educativo, con caratteristiche socio-antropologiche (Glaser, Strauss, 1967; Glaser, 1992; Guba, 1990).

La strategia della ricerca è quella del Case Study, fornendo indicazioni precise sulle procedure da seguire per condurre il processo di indagine (Mortari, 2007). Il Case Study si attiva sull’asse di indagine che approfondisce l’analisi sul campione di giovani adulti, i laureati magistrali. La tecnica d’indagine ovvero il dispositivo per la raccolta dei dati è quello del Focus Group, in un primo momento, e dell’intervista in profondità, in un secondo momento. Sia il Focus Group che l’Intervista hanno un carattere longitudinale. La griglia per il Focus Group prevede alcuni campi fissi per una conoscenza reciproca dei soggetti della ricerca. L’intervista semi-strutturata è condotta su una seconda griglia. Il protocollo è rigorosamente sviluppato ad ogni passaggio. I risultati attesi riguardano quattro campi di riflessione: 1) Volizioni; 2) Competenze; 3) Canali; 4) Aspettative. I soggetti dell’indagine svolta sono 52 laureati (39 studenti afferenti all’Università degli Studi di Firenze, 2 all’Università degli Studi di Padova, 9 all’Università degli Studi di Wuerzburg in Germania). I dati raccolti, a partire dai 10 campioni di laureati coinvolti da Giugno 2014 a Luglio 2016 riguardano 110 interviste in profondità. I campioni sono stati selezionati a partire dall’Università degli Studi di Firenze, CdS LM 57&85, Scienze dell’Educazione degli Adulti, della Formazione continua e Scienze Pedagogiche, dall’Università degli Studi di Padova, CdS LM 50&57, Management dei Servizi Educativi e Formazione Continua, dall’Università di Wuerzburg, Master Degree in Scienze della Formazione.

 

ANALISI ED ESITI DELLA RICERCA

L’analisi dei dati emersi dai Focus group ha costituito lo sfondo di riferimento dal quale il gruppo di lavoro ha preso le mosse per evidenziare la collocazione di ogni laureato. Il Focus group ha costituito il primo livello di conoscenza sul tema della transizione al lavoro ed è stato utilizzato come momento di riflessione comune nella costruzione della relazione fra i ricercatori e i soggetti della ricerca.

Le interviste sono state trascritte integralmente e costituiscono il corpus principale dei dati della ricerca. Sono state analizzate attraverso una griglia di metadati relativi alle caratteristiche formative del soggetto, alle azioni educative vissute/intraprese, alla tipologia di occupazione assunta nel pre/post laurea (Formazione, Tirocinio, Mobilità, Tesi, Laboratori, Occupazione prima della Laurea, Occupazione coerente/non coerente, Azioni educative avverse/favorevoli/indifferenti, WorkPlace Learning Potential – WPLP, Employee Value Proposition – EVP).

I dati dell’analisi delle interviste hanno evidenziato: 1) la transizione dal percorso universitario all’ingresso nel mondo del lavoro indaga sul modo di essere dei soggetti, giovani adulti in alta formazione, la transizione stessa è un modo per chiamare la trasformazione, la modificazione stessa del senso del proprio sé, della propria interiorità, della propria visione del mondo; 2) la transizione non inizia con la laurea, ma è preparata dal percorso precedente sia in termini formativi eterodiretti che autodiretti; 3) le competenze per operare nelle professioni sono il risultato di percorsi formativi sapientemente costruiti, anche se talvolta non pienamente in modo consapevole, elaborati con tirocini specifici che permettano di fare esperienza e di rendere operativo il sapere appreso studiando; 4) l’inserimento lavorativo è sempre presente (lavori, lavoretti coerenti, ritorno in formazione); 5) l’esistenza di un periodo post-laurea nel quale il giovane adulto prende consapevolezza della propria nuova condizione in modo graduale, talvolta il percorso dura 10 mesi e più. 6) Il periodo di transizione è vissuto con la determinazione di arrivare a una meta coerente con gli studi condotti; 7) la distanza fra le volizioni pre-laurea e quelle post-laurea è evidente; 8) la consapevolezza sullo scarto fra le competenze apprese e quelle richieste dal mercato del lavoro è rilevabile; 9) le reti informali per la ricerca del lavoro piuttosto che l’uso di reti social o formali sono individuabili; 10) I luoghi di lavoro sono considerati come luoghi ad alto potenziale formativo e orientativo.

Esiti della ricerca posssono essere considerati: 1) l’employability è la categoria riassuntiva che trattiene il più alto tasso di conoscenza pedagogica sull’azione educativa da intraprendere nel pre-laurea e nel processo formativo all’interno dei Curricula universitari, traduce un processo di cambiamento che potrebbe avvenire prima della laurea, potrebbe sostenere il processo stesso di transizione, preparandolo e accompagnandolo; 2) il placement entra a pieno titolo come risultato di un processo di formazione, non dobbiamo preoccuparci solo del quanto e del come imparano i nostri studenti, dobbiamo preoccuparci di dove applicheranno ciò che hanno imparato; 3) il rapporto fra formazione nei corsi di studio, formazione universitaria (mobilità, traineeship, tirocinio, didattiche work-related e work-based, e-learning e mobile-learning) e mondo del lavoro necessita di essere rafforzato e sinergicamente costruito; 4) la cultura d’impresa, la cultura delle professioni, la conoscenza del mercato del lavoro hanno bisogno di implementazione nei Curricula universitari; 5) la collocazione e lo sviluppo delle competenze trasversali (relazione, comunicazione, problem solving, analisi del contesto, utilizzo dei dati, autoefficacia) possono essere definiti nei percorsi di alta formazione.

 

English Version

 

 

STATE OF THE ART

The research seeks to analyse the transition process of graduates towards their first job (Ecclestone, 2007; Furlong & Cartmel, 2007; Teichler, 2007, 2013; Otto, Atzmüller, Berthet, Bifulco, Bonvi et al., 2015). The intention was to study their modes of access, desire for professional development, awareness of the competences gained and needed in the workplace and their life course, and the useful tools/techniques/pathways for defining their professional goal. It was assumed that the dimension of employability is implicit in the topic of placement. Developed during school and university, employability proves to classify more as a process relating to the educational pathway rather than as a product concerning the search for employment. The topic of transition was explained, interpreted and reasoned through that of employability. It could be said that employability and the education-to-work transition is a process embedded in higher education. The main studies on employability were carried out between the mid 1990s and the end of the 2010s   (Harvey, 2000, 2001, 2003; Yorke & Knight, 2002, 2003, 2006) and demonstrate the commitment that higher education should make to form/educate its students for work and their professional lives. Above all, however, it emphasizes the need to build the capabilities required to be/resist in the contexts of transition thrown up by a continuingly evolving and changing world (Morin, 1999, 2001, 2015; Nussbaum 2010, 2011).

 

GOALS

The main research question is based on the problem of understanding the process of transition of young graduates from their degree, to the search for employment, to entering the workplace. What dynamics are implicit in the initial education-to-work transitions of young adults (aged 22-29) after leaving higher education? To be more specific: how do graduates look for work, how do they prepare for the transition phase and, above all, how is employability built up during the years at university?

The goals emerging from analysis of the research question are to: 1) understand youth trends towards work; 2) interpret life prospects; 3) map the implicit strategies for transitions; 4) observe the choices open to young people; 5) acquire elements to improve university teaching; 6) single out the presence of employability in university curricula.

 

RESEARCH METHOD

A qualitative investigation method was used, with the particular aim of studying the phenomenon, not according to a set map but to a constantly changing layout, as is typical when the work perspective is placed in a pedagogical-educational ecological research context with socio-anthropological characteristics (Glaser, Strauss, 1967; Glaser, 1992; Guba, 1990).

A case study research strategy was used, which provided precise indications on the procedures to follow in guiding the investigation process (Mortari, 2007). The line of investigation used in the case study set out to make a more in-depth analysis of a sample of young adults holding a master’s degree. The preliminary survey technique to collect the data was the focus group, followed by in-depth interviews. Both the focus groups and interviews had a longitudinal approach. The focus group grid contained some fixed fields so that research subjects could find out about each other. The semi-structured interviews were conducted following a second grid. The protocol was strictly developed at every stage. The expected results concern four fields of reflection: 1) desires; 2) competences; 3) channels; 4) expectations. The investigation involved 52 graduates (39 students from the University of Florence, 2 from the University of Padua and 9 from the University of Wuerzburg in Germany). The collected data, starting from the 10 sets of graduates involved from June 2014 to July 2016, were taken from 110 in-depth interviews. The sample groups were selected from the University of Florence, master’s degree course 57&85 in Adult Education, Continuing Training and Pedagogical Sciences, the University of Padua master’s course 50&57 in Educational Services Management and Continuing Training, and the University of Wuerzburg, master’s degree in Educational Science.

 

ANALYSIS AND RESEARCH RESULTS

Analysis of the data emerging from the focus groups provided the benchmark for the work group to begin to highlight every graduate’s employment situation. The focus groups provided the first level of knowledge on the topic of the education-to-work transition and were used as a moment of joint reflection to build the relationship between researchers and the research subjects.

The interviews were transcribed in full and make up the main corpus of the research data. They were analysed using a grid of metadata relating to the individual’s training background, educational actions experienced/undertaken, type of employment assumed before and after graduating (training, work experience, experiences abroad, thesis, workshops, employment before university studies, employment in line/not in line with qualifications, adverse/favourable/indifferent educational actions, workplace learning potential – WPLP and employee value proposition – EVP).

The data from analysis of the interviews highlighted: 1) the transition from university to entry to the labour market looks into the very way of being of the young adults in higher education, the word transition is a way of calling the transformation, the change in the sense of oneself, inner self, and worldview; 2) the transition does not begin with the degree, but is prepared by the previous pathway in both other- and self-directed formative terms; 3) the skills for working in particular professions are the result of cleverly, albeit not always fully consciously built training routes, drawn up to include specific traineeships to gain experience and put the know-how learnt on the courses into practice; 4) job placement is always present (jobs, qualified part-time jobs, return to education); 5) the existence of a post-degree period when the young adults become aware of their new condition in a gradual manner, at times taking 10 months or more; 6) the transition period is experienced with the determination to achieve a fitting goal for their studies; 7) there is an evident distance between pre- and post-degree desires; 8) awareness can be seen of the gap between the skills learnt and those requested by the labour market; 9) the use of informal rather than social or formal networks can be seen in looking for work; 10) workplaces are considered as having a high formative and guidance potential.

The following can be considered the results of the research: 1) employability is the umbrella category that contains the highest amount of pedagogical knowledge on the educational action to be undertaken prior to the degree course and during the educational process contained in the university curricula, it signifies a process of change that could happen before university, it could uphold the transition process itself, by preparing and accompanying it; 2) placement is fully considered the result of an educational process, we do not only have to be concerned with how much and how our students learn, we have to be concerned with where they will apply what they have learnt; 3) the relationship between training in study courses, university training (experiences abroad, traineeships, work experience, work-related and work-based teaching practices, e-learning and mobile-learning) and the labour market needs to be strengthened and built in synergy; 4) business culture, professional culture and knowledge of the labour market need to be implemented in university curricula; 5) the collocation and development of core skills (relational, communication, problem solving, context analysis, data usage and self-efficacy competences) can be defined during the higher education programmes.

 

BIBLIOGRAFIA

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