Guidance as a Pedagogical Tool – Università di Napoli “Parthenope”

Guidance as a Pedagogical Tool
Scheda di sintesi dell’Unità di Ricerca dell’Università di Napoli “Parthenope”

Francesco Lo Presti, Maria Luisa Iavarone, Fausta Sabatano, Alessandra Priore, Sergio Bellantonio

 

STATO DELL’ARTE

La ricerca si è interessata degli approcci e delle pratiche di orientamento in ingresso all’università, assumendo una prospettiva che interpreta l’orientamento stesso come processo dalla natura intrinsecamente educativa. Sebbene negli ultimi anni il ruolo e la specificità della pedagogia siano diventate più chiare rispetto a questo ambito (Pombeni, 1996; Domenici, 2003; Cunti, 2008; Loiodice, 2009; Lo Presti, 2010), attraverso la progettazione di metodi e di dispositivi formativi tesi ad integrare capacità critiche su di sé, e sui processi cognitivi ed identitari che guidano le scelte in rapporto alle opportunità presenti nei contesti formativi (Dewey, 1946; Bateson, 1972; Bruner, 1990; Gardner, 1991; Bertolini, 1988; Massa, Demetrio, 1991), è ancora ravvisabile una carenza di operatività negli ambiti istituzionali dell’istruzione che rimandi ad un approccio di natura squisitamente educativa.

 

OBIETTIVI

– definire il quadro internazionale degli approcci al tema dell’orientamento

– identificare una prospettiva educative dell’orientamento

– identificare i modelli e le pratiche dell’orientamento in uso presso gli atenei italiani, approfondendone le dimensioni educativo-formative

– individuare i bisogni orientativi degli studenti e gli aspetti individuali e più profondi alla base delle loro scelte e della progettazione di vita

– sperimentare strategie orientative nell’ambito dell’orientamento universitario in ingresso

– formulare una proposta pedagogica per l’orientamento implementabile nell’offerta universitaria

 

METODO DELLA RICERCA

L’approccio fenomenologico (Merleau-Ponty, 1945) ha definito il framework delle scelte metodologiche, indirizzando gli interessi di ricerca verso l’impatto che i fenomeni indagati hanno sui soggetti e il significato che assumono nelle loro vite. Pertanto, la metodologia d’indagine si è riferita ad un approccio qualitativo, con l’intento di cogliere i fenomeniin oggetto prediligendo le dimensioni soggettive di costruzione del significato.

In questo quadro, è stato individuato il metodo della Grounded Theory, che fornisce il contesto più appropriato per uno stile di ricerca adattato induttivamente e non deduttivamente (Glaser, 1978). Il metodo si è mostrato in tal senso adatto all’esplorazione di processi e di dinamiche sottostanti fenomeni non statici e poco indagati in letteratura (Tarozzi, 2008). La strategia della ricerca è pertanto, analogamente, di natura qualitativa (Clandinin, Connelly, 2000; Mortari, 2007) e gli strumenti utilizzati sono quelli dell’intervista semi-strutturata, in una prima fase di ricerca, e del focus group, in una seconda fase. I soggetti coinvolti nella prima fase sono i rappresentanti della governance, operatori dell’orientamento (delegati del rettore, coordinatori e/o operatori di sportello); nella seconda, il coinvolgimento ha invece riguardato gruppi di studenti; entrambe le fasi hanno avuto come contesti istituzionali di riferimento gli atenei coinvolti nel progetto.

 

ANALISI ED ESITI DELLA RICERCA

La prima fase di ricerca, concentrata sui modelli di governance dell’orientamento e sulle relative pratiche ha generato un sistema categoriale costruito su nessi semantici, spiegando le stesse pratiche di orientamento universitario alla luce dei punti di vista dei soggetti coinvolti.

La concezione di orientamento universitario prevalentemente emersa, sebbene tendenzialmente strutturata secondo un approccio e una mission definite sulla base di orientamenti teorici più o meno chiari, presenta alcune criticità. Innanzitutto, mentre la società postmoderna impone percorsi di sviluppo individuale basati sulla flessibilità e sul cambiamento, le opinioni e le idee presentate nelle interviste sembrano distanti da questa possibilità, non ponendosi criticamente in direzione di un ripensamento dei tradizionali modelli teorici e di intervento in tema di orientamento. Inoltre, l’analisi dell’insieme dei risultati legati a questa fase ha posto in luce, in estrema sintesi, un sostanziale scollamento tra i modelli emergenti e la qualità delle pratiche effettivamente sviluppate; il mancato riferimento a un sistema condiviso di progettazione e di gestione dell’orientamento (assenza di un patrimonio riconosciuto e inequivocabile); una non precisata direzione delle azioni orientative sul versante educativo; ed, in ultimo, un mancato riconoscimento degli elementi di individualizzazione e di centratura sul soggetto.

 

La seconda fase della ricerca realizzata con gli studenti universitari, è stata progettata come un breve “percorso formativo” durante il quale i partecipanti potessero discutere e confrontarsi tra di loro sul tema dell’orientamento.

Il percorso di ricerca realizzato ha evidenziato alcuni elementi che appaiono utili alla definizione di un protocollo formativo dell’orientamento da sperimentare, validare e migliorare in successive occasioni all’interno di ulteriori contesti assimilabili per caratteristiche generali, allo scopo di formalizzare una strategia efficace implementabile come percorso istituzionale di “orientamento al progetto di vita e di formazione”.

Tali elementi sono:

  • l’efficacia del lavoro formativo realizzato nell’ambito della discussione di gruppo come luogo privilegiato per l’espressione di un impianto narrativo-dialogico;
  • l’uso della narrazione come strumento riflessivo e viatico fondamentale per lo sviluppo di conoscenza, consapevolezza, formazione e auto-formazione;
  • il riscontro di un guadagno formativo percepito dagli studenti in termini di consapevolezza di sé, di capacità riflessive e di orientamento;
  • la circostanza che, nonostante i focus group siano stati condotti in università, contesti e territori diversi, sia emersa una forte sovrapponibilità circa gli aspetti che caratterizzano i vissuti degli studenti rispetto alla “scelta” e ai “bisogni orientativi”.

 

 

English Version

STATE OF THE ART

The research has been concerned with the university guidance approaches and practices in entry phase from a perspective that interprets the guidance as a process with a inherently educational character. Although in recent years the role and the specificity of pedagogy have become clearer (Pombeni, 1996; Domenici, 2003; Cunti, 2008; Loiodice, 2009; Lo Presti, 2010), through the design of methods and training devices aimed at integrating critical skills on oneself and on cognitive and identity processes that guide the choices in relation to opportunities offered by educational contexts (Dewey, 1946; Bateson, 1972; Bruner, 1990; Gardner, 1991; Bertolini, 1988; Massa, Demetrio, 1991), there is still a lack of practicality in the fields of education that refers to an approach purely educational.

 

OBJECTIVES

  • To define the international framework of guidance approaches
  • To identify an educational perspective of guidance
  • To identify guidance models and practices used by Italian universities, deepening the educational and training dimensions
  • To identify the guidance needs of students, the individual and deeper aspects underlying their choices and life planning
  • To experiment guidance strategies in entry phase at university
  • To propose an application model to be implemented according to a pedagogical approach.

 

METHOD OF THE RESEARCH

The phenomenological approach (Merleau-Ponty, 1945) defines the framework that delimits the methodological choices, with a focus on the impact that investigated phenomena have on the persons and the meaning they assume in their lives. Therefore, the approach is qualitative and the objective is to encourage the subjective dimension of construction of meaning.

The perspective outlined supports the use of the Grounded Theory method, which provides the most appropriate framework for a research adapted inductively and not deductively (Glaser, 1978). The method has shown itself to be particularly suited to the exploration of the processes and dynamics underlying non-static phenomena little investigated in the literature (Tarozzi, 2007). The research strategy is therefore, similarly, qualitative (Clandinin, Connelly, 2000; Mortari, 2007) and instruments are semi-structured interviews, in the first research phase, and focus groups, in the second research phase. The first research phase involved key informants operating in the context of university guidance management as directors appointed by the rector for guidance and operators of the guidance offices; the second research phase involved group of university students; both phases were carried out in the universities involved in the project.

 

ANALYSIS AND RESULTS

In the first phase of research, focused on the governance models and related practices, we created a category system, built on semantic connections, to explain the guidance university practices according to the point of view of the participants.

The theoretical system derived from data shows a prevalent concept of university guidance that, although basically structured according to an approach and a mission defined on the basis of more or less clear theoretical orientations, presents some critical aspects. While post-modern society imposes individual development paths based on flexibility and change, the opinions and ideas presented in the interviews seem far from this possibility, since not oriented towards a critical rethinking of traditional theoretical and intervention models on the subject of guidance. In short, the issues that seem to emerge are a disconnect between emerging models and the quality of the actual practices developed; the lack of reference to a shared system of planning and managing guidance (absence of a recognized and unambiguous patrimony); a unspecified direction of guidance activities on the educational side; at the last, a lack of recognition of the elements of individualization and centering on the subject.

 

The second phase of research involved university students and was designed as a short “training course” during which participants could discuss and exchange views with each other on the issue of guidance.

The path realized has highlighted several elements of development that appear useful for defining an educational protocol for guidance to be tested, validated and improved on subsequent occasions within further contexts with similar general characteristics, in order to formalize an effective strategy implementable as an institutional process of “guidance in planning life and education”.

These elements are:

  • the recognition of the particular effectiveness of educational work carried out in group discussion as a privileged place for the expression of a narrative-dialogue system;
  • the use of narration as a reflective instrument and fundamental support for the development of awareness, reflection, education and self-learning;
  • the emergence of a change perceived by the students about self-awareness, reflective competence and guidance;
  • the fact that, despite the focus groups being conducted in different universities, contexts and regions, there was a strong overlap of the aspects that characterize the experiences of the students on the issues of “choice” and “guidance needs”

 

Bibliografia

Bruner, J. (1990). Act of meaning, Cambridge: Harvard University Press.

Clandinin, D.J., Connelly, F.M. (2000). Narrative Inquiry. Experience and Story in Qualitative Research. San Francisco: Jossey Bass.

Domenici, G. (2003). Manuale dell’orientamento e della didattica modulare. Roma-Bari: Laterza.

Duggleby, W. (2005). What about focus group interaction data? in “Qualitative HealthResearch”, 15, pp. 832–840.

Lo Presti, F., Priore, A., Bellantonio, S. (2017). The Pedagogical Approach of Guidance in Higher Education. An Educational Research Experience in Italian Universities.In Boffo, V., Fedeli, M., Lo Presti, F., Melacarne, C., Vianello, M. (eds.). Teaching and Learning for Employability: New Strategies in Higher Education. Torino-Milano: Pearson.

Lo Presti, F. (2016). Guidance and formation for educational innovation. In Corbi, E.M., Reyes Tejedor, M., Musello, M., Lopez Meneses, E., Sirignano, F.M. Education and Innovation in the University. A Comparative Study Between Italy and Spain. Napoli: Edizioni Studi Suor Orsola Benincasa.

Lo Presti, F. (2015). Forming the Reflective Self for the Life Project. The Guidance Function of Education in “Educational Reflective Practices”, Milano: FrancoAngeli.

Lo Presti, F. (2010). Educare alle scelte. L’orientamento formativo per la costruzione di identità critiche. Milano: Carocci.

Lo Presti, F. (2006). Identità e futuro. In de Mennato, P. (a cura di) Progetti di vita come progetti di formazione, Firenze: ETS.

Usher, R., Edwards, R.G. (2005). Subjects, networks and positions: Thinking educational guidance Differently, in “British Journal of Guidance & Counselling”, 33, 3, pp. 397-410.